
il 25 aprile, è un giorno importante per noi.
è il giorno che si festeggia la resistenza e la liberazione che ne ha conseguito.
appena ci cominceremo ad abituare alla bruttezza del mondo, o perderemo entusiasmo nel cercare di cambiarlo, questa festa non ci dirà più niente.
rispettiamo i grandi padri e le madri della resistenza, e non ci compariamo a loro, ma l’ammirazione è grande e vorremmo sentirci, per quel che siamo, in qualche modo, loro nipot*.
perchè anche oggi rivendichiamo il valore di r-esistere.
forse perchè abbiamo sviluppato un’idea critica verso il mondo che ci circonda…
ma è indubbio che negli ultimi vent’anni abbiamo perso sempre più diritti e poteri. siamo più poveri, siamo meno tutelati, non c’è più l’equo canone e neanche la scala mobile, abbiamo i ticket da pagare per qualsiasi cosa, gli spazi sociali sono stati quasi tutti chiusi (facendo sparire tanti spazi di cultura e scambio), tutto va male ma nulla è colpa di qualcuno e nessuno si propone per fare (realmente) bene, non ci viene quasi più “concesso” di fare festa, neanche il medico di base non si assume più nessuna responsabilità, viviamo sempre più nella precarietà, nella paura. viviamo nostro malgrado un qualunquismo strisciante che ci circonda e che, quanto prima, ci imprigionerà definitivamente.
per questo è importante resistere.
resistere… non è per i momenti in cui ci sono persone che ci sorreggono, la resistenza è quando tutto va male intorno a noi, non bisogna arrenderesi se ci si mette il cuore nelle cose. un po’ come quando si va a donare il sangue, si ha paura dell’ago, ma non si toglie il braccio, si stringono i denti, si aspetta il colpo, e si resiste nonostante la voglia di essere altrove.
è quando si sente il cuore il pulsare, quando si fa fatica a stare a galla, quando vorremmo dormire ma stiamo vigili per tenere la testa alta, è in quel momento che siamo vivi.
quando basta arrendersi, per far crollare tutto, è il momento in cui ognuno di noi fa la differenza.
questo è il momento della formazione partigiana elemento di disturbo, stiamo cercando di resistere alle di produzioni di massa, alla paura, all’essere gelosi degli altri, all’impoverimento culturale di non sapersi fare le cose, al tenere per se le proprie piccole scoperte, siamo allergici all’intolleranza di ogni partito o schieramento politico, all’essere “ognun per se”, alle prevalicazioni di poteri piccoli e grandi, alle guerre… stiamo proponendo condivisione, accoglienza, cibo, chiacchiere, conoscenze, spunti, idee, visioni, autoproduzioni, riciclo, festa e progetti.
siamo in pochi, per questo abbiamo bisogno di altri resistenti, o di cambiare la struttura delle linee di barricate in modo da poter continuare.
vogliamo continuare perchè non è più periodo di progetti che durano solo 4 o 5 anni e poi, come partiti, spariscono, muoiono, si rimpastano, cambiano nome e si fa tutto nuovo per non affrontare i problemi reali, e di fatto non si fa crescere oltre quello che “era (relativamente) facile”.
elemento di disturbo cercherà di resistere, non per un minuto di più dei nostri oppositori, ma resistere per non morire mai, perchè non sia autoreferenzialità, perchè elemento di disturbo è un’attitudine critica propositiva, perchè abbiamo tolleranza per le diversità senza però perdere la capacità di indignarci e di sentire il dovere di ribellarsi all’ingiusto, proponendo il nuovo
ora come allora, viva il 25 aprile e viva la resistenza.
alcune foto r-esistenti…
Leggi l’articolo completo →