collaborazione e appuntamento doppio con la storia di bresci

martedì dalle 19 al laboratorio, per la cucina vegan pop da e per tutt*, menù “l’ultima cena di un reicida”, più tutti i piatti a sorpresa degli estrosi chef della cucina “vegano bresci”. a seguire dj set jam session degli elettrodi (chiunque abbia una scatola elettronica è libero di partecipare collegandosi e suonando assieme).

mercoledì dalle 21 in punto, per il nuovo appuntamento della rassegna “150 anni di storia d’italia attraverso il cinema in modo critico e no celebrativo”, ci sarà la serata legata al tema di come un re non muoia in modo accidentale.

giovedì per chi vuole assaggiare la versione degli chef “selvaggi” dell’ultima cena di gaetano bresci, dalle 19 può partecipare all’evento “cosa mangiare prima di ammazzare un re”, evento che non si terrà al laboratorio ma a “casa selvaggia”.

perchè ci stà a cuore gaetano bresci?

“Durante la sua permanenza in America, Bresci venne a conoscenza di una notizia che lo sconvolse. Nel 1898 a Milano, a seguito dell’aumento del prezzo della farina e del pane, il cui costo cresceva da anni, il popolo insorse ed assaltò i forni del pane. In quell’anno, a circa quarant’anni dall’annessione della Lombardia al Regno d’Italia, la situazione economica era grave, tanto che in quegli stessi quarant’anni emigrarono circa 519.000 lombardi.

L’insurrezione milanese, passata alla storia come la “protesta dello stomaco“, durò vari giorni e fu repressa nel sangue da reparti dell’esercito comandati dal generale Fiorenzo Bava-Beccaris che, per questa azione di ordine pubblico, fu insignito con la Croce di grand’ufficiale dell’ordine militare di Savoia «per rimeritare il servizio reso alle istituzioni e alla civiltà» da Umberto I re d’Italia. Nella repressione militare si calcola che vi furono più di cento persone uccise (i dati non sono precisi) e centinaia di feriti. Tra le vittime, i miserabili che si trovavano in fila per ricevere la minestra dei frati, sui quali si sparò a mitraglia.

Gaetano Bresci intese vendicare l’eccidio e rendere giustizia, perciò decise di ritornare in Italia con l’obiettivo di uccidere re Umberto, ritenendolo responsabile massimo di quei tragici avvenimenti. Una volta giunto in Italia prese in affitto una camera a Milano in via San Pietro all’Orto n.4 e riuscì a spiare per giorni i movimenti e le abitudini del sovrano, che si trovava dal 21 luglio in villeggiatura estiva nella poco distante Villa Reale di Monza.”

(da wikipedia)

gaetano bresci è stata una persona capace di indignarsi, di agire, forse in modo non condivisibile oggi, ma sicuramente adeguato al tempo in cui visse. vendicò chi venne ucciso perchè chiedeva pane. riteniamo che il diritto al cibo sia una cosa importante, e chi spara sulla folla che domanda il pane, sia una persona disumana. due torti non fanno una ragione, ma centinaia di persone uccise chiedevano giustizia.

“elemento di disturbo” per il diritto al cibo / per il diritto all’acqua.

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