continuando a parlare di serigrafia, che è stato il primo motivo di trovarci per condividere un progetto che continua a crescere, ecco quindi un altro passo avanti nella storia della serigrafia di elemento di disturbo…
è un esperimento che abbiamo provato a fare con una persona che ha voluto sperimentare con noi.
i “vecchi” serigrafi ce ne avevano acennato, ci siamo poi ricordati di vecchie stampe di movimento fatte negli anni 80 viste al forte prenestino e in particolare di aver subito l’imprinting dell’aver visto una copia de “…ma l’amor mio non muore” (di simonetti Gianni-EmilioArcana, Roma, 1971. Capolavoro della grafica underground)
una tecnica semplice quanto immediata. il vantaggio è che con un’unico telaio ci sono due (o più colori) colori che si mescolano. con questa tecnica si nota ancora di più la differenza, da esemplare ad esemplare, dell’autoproduzione artigianale.
le prime copie sono molto più nette nella divisione del colore, sono strisce di colore che si sovrappongono. più si va avanti col numero delle stampe, più diventano una morbida sfumatura da un colore ad un altro…
ecco come abbiamo mescolato i colori nel telaio (nota: il colpo di racla doveva essere leggermente a “s” per coprire tutta la stampa)
ed ecco il particolare di una delle stampe sulle magliette
questa era tra le prime stampe, in quanto, ci sono ancora dei punti di rosso nel celeste, e viceversa.
questi sono esperimenti. a molti, come noi se non per qualche ricordo lontano, sembra incredibile, come una volta quasi tutti sapevano fare qualcosa del genere, o avevano una persona amica che poteva fargli queste stampe. questa è la nostra ricerca. cerchiamo di recuperare quello che ci si ricorda e si procede, a tentoni, in base alle persone che partecipano al percorso, per ricrecare qualcosa di nuovo da basi che si è, in parte, dimenticato.
forse la vera povertà non è solo non avere le cose, ma soprattutto il non sapere come farsele.
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