
siamo partiti in quatto per andare a partecipare alla fiera dell’editoria di firenze. siamo andati per condividere la nostra piccola esperienza di autoproduzione e di approccio all’autoproduzione indipendente. Siamo andati con l’idea (ed un budget) per raccogliere idee, stimoli, contatti, materiali, autoproduzioni, piccole produzioni che condividano un’ottica orizzontale di condivisione di saperi.

ma molto più di quanto volevamo trovare, siamo riusciti a portarci via.
noi, poveri serigrafi di provincia, abituati alle sagre e alle feste rock, non ci aspettavamo che la fiera fosse di queste dimensioni, tanto che all’inizio abbiamo avuto problemi a trovare il posto, in quanto escludevamo che fosse in questa struttura.

non solo grazie alla costante collaborazione che abbiamo con quelli di ruggine, ma anche grazie alla generosità dei collettivi anipsichiatrici van gogh, siamo stati accolti a braccia aperte offrendoci anche lo spazio per codividere il banchetto.

ringraziamo anche tutti gli altri stand per la disponibilità nello scambiare materiale e a condividere percorsi. un grazie particolare all’organizzazione della fiera per la genuina gentilezza con cui si approcciavano a tutti.
come deciso, abbiamo acquistato, sui settanta € di fanzine e riviste, ma se fosse stato possibile spenderne mille di euro, avremmo trovato come investirlo. tantissimo materiale interessante.
…non abbiamo potuto fare a meno di partecipare al mini corso di stampa con caratteri mobili… visto che eravamo in un festival dell’editoria abbiamo coltivato il pensiero di creare editoria di disturbo…

abbiamo cominciato a discutere un possibile progetto collaterale dal nome provvisorio “banchetto di disturbo”, in cui scansionare e caricare tutte le fanzine che acquistiamo. c’è già chi ha fatto questo processo di condivisione come “ruggine” (basta cliccare sul nome e ve lo scaricate), o per rancido (anche se il sito in cui erano ospitati i pdf, è sparito). Questo pensier c’è venuto, perchè molte cose che abbiamo comprato, sono pezzi unici, artigianali, fiori, che sbocciano e rimangono nel cuore solo di chi l’ha visto. beh, noi vorremmo cercare che quante più persone possibili possano condividere opere preziose, funghetti allucinogeni di un sottobosco immenso (che la rivista letteraria “pulp libri” soprannominava) “la teppa di gutemberg”.
dobbiamo parlarne, pensarvi, e organizzare.
in un mondo di sconosciuti, di atomizzazione, dominato dal controllo e dalla chiusra, c’è chi decide di non aver paura, di aprire la propria casa e di darvi le chiavi. non per soldi ma per affinità di condivisione, perchè senza chi ospita i viaggiatori, molti viaggiatori non viaggierebbero. un grande ringraziamento va ai/alle ragazz* che c’hanno ospitato presso il cecco rivolta.

CECCO RIVOLTA
C’era una volta
Cecco rivolta
che rivoltava i maccheroni
se la fece nei calzoni
la su’ mamma lo picchiò
poro Cecco s’ammalò
s’ammalò di malattia
poro Cecco lo portaron via
lo portaron all’ospedale
poro Cecco ci sta male
lo portarono al camposanto
poro Cecco ci sta tanto
lo portarono in paradiso
viva Cecco che mangia il riso
